L'unica cosa che bisognerebbe clonare è questo annuncio.

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Clonazione. Cioè produzione in serie di esseri viventi: pecore o uomini non importa. Quel che importa, alle industrie che ne chiedono la brevettabilità - con la forza della lobby più potente del mondo - sono i soldi che ne ricaveranno.
Tutto è iniziato con la creazione di animali transgenici, esseri viventi "inventati " dall'uomo manipolando i codici genetici. La clonazione permette una produzione industriale veloce e legalizzata di questi mostri. Il rischio è che il commercio vinca sull'intelligenza, cancellando i confini tra le specie (i confini tra uomo e animale vengono infranti già quando si immettono nel secondo, i geni del primo), modificando - spesso con sofferenze atroci - organismi che sono diventati quel che sono in milioni di anni di evoluzione, e rischiando di sconvolgere quindi per sempre i delicatissimi equilibri della vita sulla Terra.
Con le attuali conoscenze scientifiche e tecnologiche non è possibile prevedere i risultati delle manipolazioni genetiche: già oggi i laboratori ospitano molti esseri deformi prodotti per errore. Rischiamo epidemie virali incontrollabili, nate dal passaggio di virus da una specie all'altra. Secondo un'opinione assai diffusa tra gli scienziati l'Aids, ad esempio, deriva dal virus Siv delle scimmie.
L'errore di fondo è l'avere adottato l'animale come modello sperimentale per l'uomo (e come alibi per sperimentare sull'uomo stesso senza le dovute garanzie). Dopo aver constatato che non è possibile trasferire sugli esseri umani le esperienze compiute sugli animali, né le loro parti come pezzi di ricambio, una ricerca sedicente scientifica insiste in questa visione frammentaria e meccanicistica degli esseri viventi, creando oggi animali transgenici, nell'assurdo tentativo di superare le difese immunologiche e le differenze tra le specie.
Se la sperimentazione animale è la maledetta eredità del passato, manipolazione genetica, brevetti e cloni saranno la maledetta eredità del presente.
Il nostro futuro non può restare nelle mani di una falsa scienza che privilegia, al bene collettivo, gli interessi economici. Aiutiamoci: l'unica lobby su cui possiamo contare noi siete voi.
Se potete, utilizzate il nostro conto corrente postale per farci avere un contributo; in ogni caso, scriveteci o telefonateci e - con il materiale che vi spediremo - diffondete queste idee.

Comitato Scientifico Antivivisezionista
Via P. A. Micheli, 62 - Roma 00197
Tel (06) 3220720 Fax (06) 3225370
c/c postale: 88922000

Questo annuncio è stato realizzato in collaborazione con CIVIS, Fondazione Hans Ruesch per una medicina senza vivisezione.
Il Comitato Scientifico Antivivisezionista è promosso dalla LAV, Lega Anti Vivisezione, e dal FIN, Fondo Imperatrice Nuda contro la sperimentazione animale.