Creato Giovedì, 05 Ottobre 2006 10:47


Grazie all'aiuto di tutti voi che avete firmato, EQUIVITA ha consegnate all’On. Guido Sacconi più di 1000 firme raccolte in Italia a sostegno dell’emendamento 152 nel testo finale di Reach.

Leggi il comunicato

 

APPELLO ALL'ON. SACCONI

sull'uso della Sperimentazione Animale nel Regolamento REACH

 

Gentile On. Sacconi,

abbiamo molto apprezzato il Suo grande impegno nel portare avanti il progetto REACH, proposto dalla Commissione Europea. Tale impegno è infatti rivolto ad un settore che fino ad oggi era stato scandalosamente trascurato: la tutela, con una reale prevenzione, della salute pubblica e dell’ambiente, entrambi messi a grave rischio dalle sostanze chimiche che sempre più inquinano il nostro ambiente di vita.

Tuttavia, il nostro apprezzamento è forzatamente legato alla effettiva capacità che ha REACH di soddisfare il compito di tutela che si è prefisso.

E’ abbastanza evidente infatti che l’aspetto più delicato di questa meritevole iniziativa è il livello di affidabilità della valutazione di tossicità delle sostanze, livello che deve essere tale da produrre dati attendibili e precisi.

I metodi di sperimentazione proposti nella prima bozza di REACH si valgono in grande parte del “modello animale”. Questo non riflette il pensiero scientifico aggiornato del XXI° secolo. I test sugli animali non possono essere considerati metodi affidabili per valutare in maniera significativa il rischio tossico, a causa delle infinite differenze che intercorrono tra le specie. Tale opinione è stata espressa in svariate riviste scientifiche di rilievo, tra le quali, in un editoriale importante di Alison Abbott, dal n° di “Nature” del 10/11/05, che, parlando proprio dei test di tossicità

che si rendono necessari per l’attuazione del Regolamento REACH, definisce la sperimentazione animale “cattiva scienza”, in quanto non predittiva per l’uomo, ed auspica la sua sostituzione con “metodi che abbiano reale valore predittivo”.

L’uso degli animali porterebbe dunque alla vanificazione del Regolamento REACH.

Gli sviluppi recenti della biologia hanno condotto a metodi scientifici che possono fornire una valutazione di tossicità di gran lunga più affidabile di quella fornita dai test su animali; ad esempio, la tossicogenomica, sviluppata negli anni ’90 e metodo attualmente in maggiore espansione, anche negli USA. La tossicogenomica richiede anche tempi e costi di gran lunga inferiori a quelli della sperimentazione animale (e non bisogna scordare che tempi e costi dei test delle molte migliaia di sostanze chimiche già in uso sono la causa principale del freno opposto dalle industrie chimiche all’ applicazione di REACH).

E’ importante rilevare che nella bozza finale di REACH, approvata in prima lettura al Parlamento Europeo il 17/11/05, la tossicogenomica è riconosciuta come metodo alternativo.

Va anche rilevato che la direttiva 86/609/CEE dichiara che nessun esperimento con animali deve essere effettuato se può essere utilizzato per lo stesso scopo un metodo senza animali. Poiché la tossicogenomica è attualmente riconosciuta dal Parlamento Europeo come metodo alternativo, l’uso degli animali nel progetto REACH costituisce un’infrazione alla direttiva 86/609/CEE.

Riteniamo dunque obbligatorio escludere dal testo di REACH la sperimentazione su animali per la valutazione di tossicità per l’uomo, sia per consentire al futuro regolamento di fornire dati per noi attendibili, sia per aderire alla direttiva europea 86/609/CEE.

Speriamo che Lei, gentile Onorevole Sacconi, consideri con la dovuta attenzione questi punti che le abbiamo illustrato.

Con l’espressione della nostra più grande stima e con molti cordiali saluti

Seguono più di mille vostre firme.

Grazie a tutti!