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EQUIVITA dà piena adesione al comunicato lanciato dal Movimento UNA che qui di seguito vi riportiamo:

 

No glifosato... ma anche no vivisezione!

In questi ultimi mesi, grande rilevanza ha avuto la discussione sul glifosato, sul suo utilizzo in agricoltura e sulla sua nocività e cancerogenicità.

In questo contesto, sta circolando con una buona diffusione, soprattutto in ambienti (virtuali e reali) ambientalisti, la raccolta fondi lanciata dall’Istituto Ramazzini per il finanziamento “dal basso” di un progetto di ricerca che miri a dimostrare gli effetti (dannosi) di questa sostanza sulla salute umana.

Sarebbe un’ottima notizia, avere uno studio attendibile e non di parte su questo argomento... peccato che questo promesso studio si baserà sulla vivisezione (o sperimentazione animale, per noi il termine si equivale, ad indicare studi su animali).

È bastato cercare qualche informazione in più sul loro sito ufficiale (http://glyphosatestudy.org/it) per scoprire che “Una caratteristica peculiare degli studi di cancerogenesi dell’IR [Istituto Ramazzini] è che i ratti sono trattati dalla vita prenatale e mantenuti sotto osservazione fino a morte spontanea o almeno fino a 130 settimane di età, corrispondenti a circa 75 anni nell’uomo”. Si parla inoltre di “tossicità a lungo termine del glifosato a dosi uomo-equivalenti”.

Sì: per capire se una sostanza fa male all’uomo, si ricorre al paradigma ormai da più parti ritenuto assolutamente non predittivo e non scientifico degli esprimenti su animali, in questo caso ratti!

Ci viene spontaneo commentare all’istante ricordando un articolo degli scienziati di Antidote Europe: Noi non siamo dei ratti di 70 kg!(http://antidote-europe.org/humains-ne-sont-pas-rats-70kg/ 5 aprile 2011).

Sempre più scienziati riconoscono l’evidenza che non è possibile estendere i risultati ottenuti sperimentando una sostanza su una specie animale ad un’altra specie, perché ogni specie ha delle determinate caratteristiche biologiche, metaboliche, fisiche...

Vi chiediamo di esprimere la vostra contrarietà all’Istituto Ramazzini (contatti: https://glyphosatestudy.org/it/contatto/) per il loro ricorso a studi su animali e di non finanziare questo progetto se non cambierà l’impostazione di ricerca, con l’abbandono del vecchio paradigma della vivisezione a favore di una vera scienza che – basandosi su studi su cellule, tessuti e cellule umane – possa davvero darci una risposta così importante riguardo la tossicità e cancerogenicità di questo prodotto.

Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus

Cremona, 4/12/2017

Comunicato EQUIVITA 31.07.2017

 

A PROPOSITO DEL DECRETO SUI VACCINI

"Paradossalmente le vaccinazioni hanno

portato ad una modificazione della

struttura del nostro sistema immunitario.

Cioè: evitiamo di prendere quella malattia, ma

restiamo più facilmente attaccabili da altre

Ferdinando Aiuti.

 

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, da molti anni attivo nel condannare un uso improprio dei vaccini, esprime il suo totale dissenso per il "decreto Lorenzin" appena approvato.

EQUIVITA ribadisce che all'interno del vasto movimento di dissenso scatenato da questa precipitosa decisione (presa solo in Italia e sotto la spinta mediatica di presunte ma non reali "epidemie" in atto) esso non intende esprimere un NO o un SI ai vaccini.

EQUIVITA intende denunciare che è stato violato il diritto dei cittadini a:

1) Una libera scelta terapeutica espressa nella Costituzione italiana, come pure nella Carta europea.

2) Una corretta informazione che illustri tutti gli aspetti sia negativi, sia positivi, dei vaccini; in particolare gli aspetti negativi di una dose massiccia di vaccini effettuati su bambini in tenera età, il cui sistema immunitario non è ancora formato (e sui quali non è richiesta nè viene mai eseguita alcuna indagine preventiva di tollerabilità).

Non è stata ad esempio diffusa alcuna statistica sui danni fino ad ora documentati (in seguito alla legge approvata nel 1992 che prevede il rimborso per danni da vaccino, il numero delle richieste ammontava a circa 30.000 già nel 1996). 

Viene infatti regolarmente  censurata la pubblicazione di studi svolti negli ultimi anni da importanti scienziati su tale argomento (vedi studi del dott. Gerhard Buchwald, del dott. Stefano Montanari, della Prof.ssa Gatti, e molti altri), nei quali si evidenzia che, come per tutti i medicinali, esistono importanti e gravi effetti collaterali negativi, in modo particolare quando si somministrano contemporaneamente diversi vaccini (maggiore il numero di vaccini fatti insieme, maggiore il rischio).

3) Una corretta informazione sul fatto che i vaccini non sempre migliorano la sicurezza collettiva, impedendo la trasmissione della "loro" malattia (ad esempio, l'attuale vaccino antipolio non impedisce tale trasmissione). Oppure sul fatto che alcune malattie per le quali viene introdotto l'obbligo non sono comunque trasmissibili (ad esempio: il tetano). Il concetto della "immunità di massa" è dunque spesso errato e contribuisce ad una falsa informazione. Si tende invece a tacere il fatto che i vaccini hanno talvolta l’effetto di  tenere in vita malattie già scomparse (vedi punto 2 del Comunicato Equivita  di oltre 4 anni fa che segue).

Perchè dunque oggi questa legge? Vi riproponiamo il comunicato EQUIVITA del 11.12.12, che spiega varie cose. Dal 2012 l'Italia è stata scelta per essere un centro di ricerca per la creazione di nuovi vaccini, ma anche quale luogo per il lancio (o fase sperimentale) di una nuova politica vaccinale globale, concordata con le aziende produttrici ...

 

 COMUNICATO EQUIVITA
 11.12.12

Un investimento molto discutibile

Dopo lo scandalo dei "vaccini Novartis" ritirati dal mercato ma oggi nuovamente autorizzati in Italia, una nuova polemica si profila, anzi è già in corso, contro l'azienda farmaceutica che fa parte delle 5 case farmaceutiche maggiori del mondo. La polemica deriva dal finanziamento di 23 milioni di euro, in cinque anni, che la regione Toscana avrebbe destinato al progetto FAIV per una ricerca su 10 vaccini del Centro Novartis di Siena contro le malattie rare, alcuni dei quali dedicati prioritariamente ai paesi in via di sviluppo. I costi saranno sostenuti da Novartis Vaccines and Diagnostics, la Fondazione Bill e Melinda Gates e la regione Toscana (il contributo regionale è concesso in base alla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, con l'approvazione della Commissione Europea).

Il Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene suo obbligo fare alcune osservazioni sulle motivazioni diffuse dal Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi per giustificare la sua scelta.



1)     Come ha spiegato in una breve frase l'immunologo di fama internazionale Ferdinando Aiuti"Paradossalmente le vaccinazioni hanno portato ad una modificazione della struttura del nostro sistema immunitario. Cioè: evitiamo di prendere quella malattia, ma restiamo più facilmente attaccabili da altre".

L'idea dell'uso di vaccini per le malattie rare è dunque un controsenso in sé. Per fare un buon uso delle nostre conoscenze e dell'esperienza acquisita sui vaccini è necessaria infatti una valutazione dei costi-benefici per ogni malattia presa in esame. Sarà solo in presenza delle malattie a larga diffusione, nei luoghi della loro diffusione, che il vaccino supererà questa prova. Le malattie di scarsa diffusione dovranno essere combattute in altro modo, ovvero con la prevenzione (miglioramento dell'ambiente). Una vaccinazione di massa ripetuta per tante malattie, anche per le malattie a basso rischio di contagio, riduce, come abbiamo visto, le difese immunitarie dell'organismo umano e di conseguenza produce l'effetto contrario a quello desiderato.

 2)     

La coltura per i vaccini può essere causa essa stessa della sopravvivenza della malattia. La prova ci viene dal fatto che quando i casi di vaiolo furono giunti (vuoi per i vaccini, vuoi per altre cause) ad un numero estremamente basso, un consesso scientifico internazionale decise di sospendere la vaccinazione obbligatoria, in quanto il virus rischiava di essere tenuto in vita soltanto da chi fabbricava i vaccini o da chi si faceva vaccinare: questa sua forzata sopravvivenza costituiva un pericolo ben più serio di quello dovuto ai pochissimi casi spontanei residui.



 3)     E' spiacevole vedere che nella ricerca sovvenzionata dalla regione Toscana verranno ancora messi da parte metodi ormai in uso in tanti paesi (in primis gli Stati Uniti) in quanto in Europa non ancora "riconosciuti", per mantenere in vita un metodo arcaico, fallace e inadeguato alle odierne esigenze che si basa sull'arcaico "modello animale". La prova che ci viene da tanti anni di ricerca sull'AIDS dovrebbe essere illuminante: dei cento vaccini scoperti che tutelano le scimmie dalla loro forma di AIDS, non uno solo è stato applicabile all'uomo!

4)     Pur se, secondo il Governatore Rossi, nelle prove che verranno fatte sugli animali per la scoperta dei vaccini varrà applicato il principio delle 3R (Rimpiazzare, Ridurre e Raffinare) sappiamo bene che questo principio (pubblicato da Russel e Burch nel remoto '59) non ha in alcun modo frenato l'uso di animali nella ricerca, nonostante le prove dell'errore scientifico che esso rappresenta siano sempre più abbondanti e l'errore venga sempre più spesso denunciato da prestigiosi ambiti scientifici (vedi il Rapporto “Toxicity testing in the 21st century” dell’Accademia Nazionale delle Scienze USA). Nonostante i progressi della scienza, in particolare nella genetica e la biologia, abbiano aperto le porte a tecnologie mille volte più efficaci, affidabili, rapide ed economiche, nel campo della ricerca tossicologica. 

 Il Comitato scientifico EQUIVITA vede con rammarico, dunque, un investimento così cospicuo della Regione Toscana in quanto fatto su molte premesse sbagliate. Si augura che un suo impegno possa invece basarsi su di una ricerca innovativa e realmente utile, che faccia tesoro delle nuove tecnologie utilizzate nei metodi sostitutivi, per il bene della salute umana e dell'ambiente, per un nuovo paradigma scientifico che vada incontro ai cambiamenti indispensabili nel terzo millennio. 

 NOTA: La Novartis è un'azienda che opera nel farmaceutico ed è la seconda al mondo per fatturato: ha preso questo nome nel 1996 con la fusione della Ciba-Geigy e la Sandoz, tutte aziende svizzere di grande peso. Nel 2007  ha venduto la Gerber Products Company alla Nestlè e nel 1212 ha comprato la Fougera Pharmaceuticals. E' utile sapere che la Novartis ha dato nascita alla Syngenta nel fondersi nel 2000 con l’Astrazeneca, per distaccare il settore operativo nel campo dell'agricoltura, ovvero dei fitofarmaci (pesticidi) e degli Ogm. 

 

Comitato Scientifico EQUIVITA
+39 (0)632110421 cell: +39 3358444949

ccp: “Fondo Imperatrice Nuda”: 001026977056
mail: equivita@equivita.it / www.equivita.it

Comunicato EQUIVITA

 9.06.2017 

 

APPELLO URGENTISSIMO DI AVAAZ per STOPGLYPHOSATE.

 

AVAAZ è una piattaforma importante, e che sola può aiutarci a racogliere IN POCHISSIMI GIORNI le oltre 100.000 firme CHE MANCANO per superare il MILIONE di firme necessarie. Sono infatti state già raccolte oltre 900.000 firme in pochissimo tempo.

E' l'unico modo che abbiammo per aggirare tutti gli ulteriori espedienti che le lobby delle industrie chimiche metteranno in atto per vanificare il lavoro fatto dai cittadini europei con la ECI (European Cityzens' Initiative) "STOPGLYPHOSATE"

 

Rilanciamo dunque l'appello di AVAAZ che ha molto semplificato  il compito dei nuovi firmatari, includendo nel suo appello il modulo da riempire: è infatti sufficiente cliccare sulla scritta "FIRMA ORA" (l'accesso al  modulo delle ICE sarebbe altrimenti più complicato).

 

Supplichiamo tutti quelli che non hanno ancora firmato di SALVAGUARDARE IL FUTURO DEL PIANETA, della SALUTE DI TUTTI NOI, dei nostri discendenti e LA SALUTE di TUTTO IL VIVENTE!

 

Cari avaaziani in tutta Europa,

Il glifosato, il diserbante killer della Monsanto, ha appena ricevuto un primo preoccupante via libera a una nuova autorizzazione in Europa. Ma una petizione ufficiale dei cittadini dell’Unione Europea può farlo ritirare definitivamente dal mercato!

Se non agiamo ora, l’Europa potrebbe concedere a Monsanto altri 10 anni per vendere il suo tossico prodotto di punta

Ma una rete di organizzazioni ha lanciato una Iniziativa dei Cittadini Europei, una petizione ufficiale che obbliga la Commissione a prendere in esame la richiesta se supera 1 milione di firme. E visto che per firmare si deve riempire un modulo piuttosto complesso, le iniziative con così tante firme fanno molta impressione sui politici europei. Sono già state superate 800mila firme -- raggiungiamo il milione nei prossimi giorni:

Sì, ci sono! Firmo per bandire subito il glifosato di Monsanto!

Questo diserbante viene spruzzato OVUNQUE: sui campi dove cresce il nostro cibo, sui prati, persino nei parchi giochi. E nessuno studio è riuscito a dimostrare che è sicuro. Un recente test su alcune donne incinte a Roma le ha trovate tutte positive al glifosato

L’anno scorso, in più di 2 milioni siamo entrati in azione per impedire a Monsanto e ad altri giganti del settore chimico di avvelenare il nostro cibo e il nostro pianeta per i prossimi 15 anni, e ABBIAMO VINTO! Invece di una nuova licenza, l’UE ha concesso solo una breve estensione, ma ora la sfida si è riaperta e dobbiamo far sentire la nostra voce più forte che mai

Le prove scientifiche danno chiaramente ragione alla richiesta di un divieto precauzionale: non possiamo lasciare che la Commissione Europea la ignori. E le iniziative dei Cittadini Europei non sono semplici petizioni: sono un potente strumento democratico e ufficiale che dà ai cittadini il potere di decidere l’agenda.

Superiamo insieme l’obiettivo di 1 milione di firme e fermiamo da subito l’enorme macchina di Monsanto prima che sia troppo tardi. Firma ora:

Sì, ci sono! Firmo per bandire subito il glifosato di Monsanto!

Abbiamo già trasformato l’impossibile in realtà, creando la più grande petizione globale contro il glifosato, e facendo pressione pubblicamente su tanti paesi europei, ma ora si combatte la battaglia più importante. Raggiungiamo un milione di firme nei prossimi giorni e portiamo a casa una vittoria epocale per la sicurezza del cibo e per l’agricoltura sostenibile! 

Con speranza e determinazione, 

Pascal, Lisa, Daniel, Camille, Rene, Alice, Nick e tutto il team di Avaaz

MAGGIORI INFORMAZIONI

La guerra ai pesticidi e il glifosato: quello che sappiamo (AGI)
http://www.agi.it/inchiesta-italia/2017/03/22/news/la_guerra_ai_pesticidi_e_il_glifosato_quello_che_sappiamo-1611195/ 

"Glifosato, tutti esposti. Non solo chi vive in campagna" (Repubblica)
http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2017/05/24/news/_glifosato_siamo_tutti_esposti_non_solo_...

Scopri cosa ha fatto Avaaz nella lotta al glifosato
https://secure.avaaz.org/it/nothing_we_cant_do/?slideshow 

Il glifosato non è cancerogeno, secondo l’ECHA (Il Post)
http://www.ilpost.it/2017/03/16/il-glifosato-non-e-cancerogeno-secondo-lecha/  

Glifosato: «Rischio di conflitto di interessi nella valutazione Echa» (Greenreport)
http://www.greenreport.it/news/agricoltura/glifosato-rischio-conflitto-interessi-nella-valutazione-echa/

IN INGLESE

Come Monsanto ha comprato le ricerche scientifiche per mantenere il glifosato sul mercato (Global 2000, pdf)
https://www.global2000.at/sites/global/files/Glyphosate_and_cancer_Buying_science_EN_0.pdf

Il glifosato “distruggerà l’intero ecosistema” (Deutsche Welle)
http://www.dw.com/en/glyphosate-will-destroy-the-whole-ecosystem/a-37968836

VACCINAZIONI :  alcune informazioni necessarie (3 giugno 2017)

 

Le decisioni politiche che riguardano le vaccinazioni devono essere fatte, come ogni altra legge, nel rispetto della Costituzione.

Il cittadino ha, in base a quest'ultima, il diritto e dovere di esprimere le sue scelte per ogni atto medico riguardante la sua persona o quella dei minori che sono sotto la sua potestà.

 

Per esercitare questo diritto e dovere il cittadino necessita di un'informazione esauriente e completa. Questa informazione non può in alcun modo essere influenzata dagli "aventi causa" nell'atto vaccinatorio, in particolare dalle aziende produttrici dei vaccini, in particolare quelle che hanno investito in essi ingenti capitali (rendendoli in tal modo "irrinunciabili" per causa di ragioni economiche o commerciali).

 

E' facile osservare come in questi ultimi tempi la parola sui vaccini sia stata data dai media quasi esclusivamente a chi difendeva la loro "indiscutibile" utilità e "fondamentale" sicurezza per la salute, anche quando effettuati su soggetti molto giovani (neonati di pochissimi mesi, anche poche settimane di vita). I dati riguardanti i danni da vaccino (per il rimborso dei quali esiste una legge apposita in Italia dal 1992, e ciò conferma l'esistenza di tali danni) non sono quasi mai stati illustrati e, quando menzionati, sono stati fortemente minimizzati.

 

Il Comitato Scientifico EQUIVITA senza prendere alcuna posizione , fornisce su questo sito una documentazione che è importante dare perchè è quella che i media hanno ampiamente tralasciato.

EQUIVITA non vuole essere di parte, ma per la sua autorevolezza è costretto a difendere la parte alla quale è stato quasi sempre imposto il silenzio, in modo da bilanciare l'incompleta informazione trasmessa ai cittadini ed aiutare i genitori sui quali ricade la grave e importante decisione riguardante la vaccinazione dei figli (responsabilità che si aggiunge a tante altre!).

 

Il testo più importante e completo è il libro "Vaccinazioni" del dott. Gerhard Buchwald (1920 - 2009) che ha destinato la sua attività professionale quasi intera  allo studio dei vaccini e dei loro effetti, positivi o negativi.

La Fondazione  Hans Ruesch ha messo nella sua Home page il testo intero del libro, tradotto dal tedesco nel 2008 e a disposizione di chiunque desideri scaricarlo.

   

Ci pare che per chi deve decidere in merito ai suoi figli sia un obbligo leggerlo !

Il link con il CIVIS è :

 

www.hansruesch.net

 

Ecco alcuni altri documenti che, tra molti altri "oscurati",  abbiamo scelto per voi:

 

- Doc CODACONS sui vaccini

- https://m.youtube.com/watch?v=E7g1tftkVIc

 

Comunicato EQUIVITA - 26.5.2017

NUOVO ALLARME sul GLIFOSATO

lanciato da "Il SALVAGENTE"

 

Non serve vivere vicino ai campi, il rischio di essere contaminati dal glifosato è reale anche abitando al centro di una grande città come Roma. Lo sostengono le analisi condotte dal mensile "il Salvagente", in collaborazione con l'associazione "A Sud": 14 donne incinte su 14 esaminate sono risultate positive alla ricerca di glifosato nelle loro urine.

I quantitativi riscontrati vanno da 0,43 nanogrammi per millilitro di urina fino a 3,48 nanogrammi. "Impossibile dare un giudizio sulla pericolosità - spiega il Salvagente -, dal momento che non esistono quantità massime consentite. Quel che è certo è che il glifosato non dovrebbe mai essere presente nel nostro organismo, tanto meno in quello dei nascituri".

Con quali rischi? Patrizia Gentilini, oncologa e membro del comitato scientifico di ISDE - Medici per l'Ambiente, ha spiegato: "Ci sono numerosi dati sperimentali che dimostrano come il glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata. Quindi si tratta di una sostanza genotossica oltre che cancerogena, come ha stabilito la Iarc, non dimenticando che l'erbicida agisce anche come interferente endocrino".

Indiziata numero 1 è l'alimentazione. Non solo pane, pasta, farina e altri prodotti a base di farina. Oltre l'85% dei mangimi utilizzati in allevamenti sono costituiti da mais, soia, colza Ogm, resistenti al glifosato.

"Se non si cambia rotta nessuno può sentirsi al sicuro. Né può pensare che lo siano i propri figli, neppure se non hanno ancora visto la luce - spiega Riccardo Quintili, direttore de il Salvagente -. Tra le tante cose da cambiare c'è anche l'atteggiamento di chi dovrebbe istituzionalmente difendere i consumatori e invece spesso si macchia di conflitti di interessi che ne ottenebrano il giudizio".

Non serve vivere vicino ai campi, il rischio di essere contaminati dal glifosato è reale anche abitando al centro di una grande città come Roma. Lo sostengono le analisi condotte dal mensile "il Salvagente", in collaborazione con l'associazione "A Sud": 14 donne incinte su 14 esaminate sono risultate positive alla ricerca di glifosato nelle loro urine.

I quantitativi riscontrati vanno da 0,43 nanogrammi per millilitro di urina fino a 3,48 nanogrammi. "Impossibile dare un giudizio sulla pericolosità - spiega il Salvagente -, dal momento che non esistono quantità massime consentite. Quel che è certo è che il glifosato non dovrebbe mai essere presente nel nostro organismo, tanto meno in quello dei nascituri".

Con quali rischi? Patrizia Gentilini, oncologa e membro del comitato scientifico di ISDE - Medici per l'Ambiente, ha spiegato: "Ci sono numerosi dati sperimentali che dimostrano come il glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata. Quindi si tratta di una sostanza genotossica oltre che cancerogena, come ha stabilito la Iarc, non dimenticando che l'erbicida agisce anche come interferente endocrino".

Indiziata numero 1 è l'alimentazione. Non solo pane, pasta, farina e altri prodotti a base di farina. Oltre l'85% dei mangimi utilizzati in allevamenti sono costituiti da mais, soia, colza Ogm, resistenti al glifosato.

"Se non si cambia rotta nessuno può sentirsi al sicuro. Né può pensare che lo siano i propri figli, neppure se non hanno ancora visto la luce - spiega Riccardo Quintili, direttore de il Salvagente -. Tra le tante cose da cambiare c'è anche l'atteggiamento di chi dovrebbe istituzionalmente difendere i consumatori e invece spesso si macchia di conflitti di interessi che ne ottenebrano il giudizio".

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Quasi 800 mila cittadini europei hanno già firmato l’Iniziativa ICE contro il glifosato, per costruire una legge ‘dal basso’ contro l’erbicida. L’Italia non ha ancora raggiunto il quorum: per farlo servono 20 mila firme entro la fine del mese.

“E’ importante che ci sia una mobilitazione generale delle persone che hanno a cuore la loro salute e quella dell’ambiente”, dice Mammuccini. L’appuntamento centrale della campagna è il 13 maggio, quando nelle piazze italiane ed europee ci saranno banchetti per la raccolta delle firme per l’ICE, la legge di iniziativa popolare per dire 

 

#StopGlifosato

che è comunque possibile 

appoggiare mettendo la propria firma sul sito www.stopglifosato.it

 

Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook(hashtag #StopGlifosato)

Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: 

ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI - AIAB -  ANABIO- APINSIEME – ASSIS - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ - CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali - CONSORZIO DELLA QUARANTINA - COSPE ONLUS - DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA - EQUIVITA - FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO - FEDERAZIONE PRO NATURA - FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - FIRAB - GREEN BIZ - GREEN ITALIA - GREENME – GREENPEACE - IBFAN- ITALIA - IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST - ISDE Medici per l’Ambiente - ISTITUTO RAMAZZINI - ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA - MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - NAVDANYA INTERNATIONAL - NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE - PAN ITALIA – Pesticide Action Network - REES-MARCHE - SLOW FOOD ITALIA - TERRA NUOVA - TOURING CLUB ITALIANO - UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO - VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ - WWF ITALIA - WWOOF-ITALIA

La Portavoce del Tavolo delle associazioni:  

Maria Grazia Mammuccini, 3357594514

 

UFFICI STAMPA:

AIAB  Michela Mazzali - m.mazzali@aiab.it  –  Cell. 348 2652565

Lipu Andrea Mazza - andrea.mazza@lipu.it - Cell.3403642091                                                          

WWF Cristina Maceroni - c.maceroni@wwf.it – Cell. 329.8315725

Legambiente Milena Dominici - m.dominici@legambiente.it  - Cell. 349.0597187

Luisa Calderaro – l.calderaro@legambiente.it - 06.86268353

Associazione Biodinamica Francesca Biffi - f.biffi@silverback.it - cell: 333 2164430



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