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EQUIVITA - ANIMALISTI ITALIANI - MOVIMENTO ECOLOGICO UNA - MOVIMENTO ANTISPECISTA

 

COMUNICATO 02/02/06

VIVISEZIONE: LA PDL 5442 NON AIUTA  NE’ ANIMALI NE’ UOMINI

 

Rispondiamo a coloro che ci hanno scritto per contestare la nostra posizione sulla PDL 5442, perchè riteniamo che non siano stati  correttamente informati. Non rispondiamo agli insulti e ci auguriamo di poter essere molto chiari. Per tale fine abbiamo diviso questo comunicato in 6 brevi capitoli.

 

1) Piccola Cronistoria della nostra presenza al Tavolo Schmidt

 

Le associazioni Equivita, Animalisti Italiani e Movimento Ecologico UNA, hanno lasciato il “Tavolo di Lavoro per la Revisione della 116/92” dell’On. Schmidt il 2 aprile 2004, dopo 7 mesi di partecipazione agli incontri per l’elaborazione della bozza, mentre il Movimento Antispecista si è ritirato ancora più tardi, il 29 novembre 2004, quando per ognuna di esse é stato chiaro che la proposta era ormai immodificabile e non poteva essere accettata. La decisione é stata presa dopo avere inutilmente tentato di raggiungere una posizione comune a tutte le associazioni e, da parte delle prime tre associazioni, dopo che nel “Corriere Salute” era stato dichiarato che l’On. Schmidt era riuscito con la sua iniziativa a mettere d’accordo vivisezionisti ed antivivisezionisti, dunque per evitare che proseguisse un uso strumentale e scorretto della loro presenza al Tavolo.

Le associazioni si sono ritirate con una garbata lettera di spiegazioni all’On. Schmidt, senza alcun comunicato, per evitare di creare difficoltà a chi aveva deciso di restare e per non dare il via alle polemiche (sono tuttavia state subissate da insulti e anche minacce). Va anche precisato che si sono ritirate dopo avere chiesto un incontro con Schmidt ed avergli dato ancora (senza successo) qualche mese di tempo per andare incontro alle loro richieste.

Durante questo incontro l’On. Schmidt aveva del resto dichiarato che per lui era necessario “contentare un po’ tutte e due le parti” (i pro e i contro vivisezione), parole che suonarono strane poiché l’iniziativa era stata presentata quale iniziativa a favore degli animali (infatti doveva consolare le associazioni per il ritiro della sua proposta di legge nazionale sul divieto di usare cani e gatti, annunciata in precedenza). Lo stupore cresceva, durante i numerosi e lunghi incontri del Comitato per la Revisione della 116/92, nel vedere le richieste che venivano dal fronte Farmindustria, Ministero, Istituto Superiore di Sanità e Istituti di Ricerca avere gran peso, mentre quelle delle Associazioni non erano tenute in alcun conto, erano derise; nel vedere inoltre il numero dei partecipanti della parte opposta (Istituti di Ricerca e Industrie) crescere in continuazione, fino a superare i due terzi delle presenze. Ma negli incontri del Comitato si notava anche con stupore un atteggiamento poco combattivo, silenzioso, remissivo e apparentemente timoroso di molti che sedevano dalla nostra parte. L’impressione era che i contenuti della nuova legge fossero stati già decisi.

 

2) Perché siamo  contrari

 

Siamo contrari perché LA PDL SCHMIDT NON AIUTA GLI ANIMALI,  NE’ GLI UOMINI.

La mediazione, spesso utile per avvicinarsi al risultato auspicato, talvolta non è la giusta strategia. E’ questo il caso della sperimentazione sugli animali. Perché? Perché la sperimentazione animale, come ha sempre sostenuto il nostro movimento internazionale di scienziati, é un metodo non scientifico, non predittivo per l’uomo: la correlazione tra i risultati sugli animali e quelli sull’uomo é limitato al 18%, secondo uno studio britannico recente. La sperimentazione animale, che deve essere abolita, non può essere “ridotta” senza che la riduzione implichi un suo pericoloso riconoscimento.

La notizia straordinaria (e di certo mai menzionata da altri oltre che da noi al tavolo di Schmidt) é che la critica della validità scientifica della sperimentazione animale é stata fatta di recente, con sempre più vigore, negli ambienti più accreditati della scienza (precedentemente molto ostili alle  nostre posizioni), quali il British Medical Journal, il New Scientist, Biologi Italiani, ecc. Ma il paravento che fino a ieri nascondeva l’inconsistenza scientifica del metodo é crollato quando il 10/11/05 la rivista di scienza più importante a livello mondiale, Nature, ha pubblicato una vera e propria condanna della sperimentazione animale, definendola “cattiva scienza” ed auspicando che essa ceda presto il posto a metodi moderni, dal reale valore predittivo per l’uomo, evitando inutili quanto deprecabili sofferenze agli animali.

Nel momento dunque in cui la credibilità della sperimentazione animale é crollata e si può concretamente sperare in un cambiamento decisivo dei metodi di sperimentazione di farmaci e sostanze chimiche, a cosa mira la Pdl 5442 ? Ad un compromesso al ribasso, un rilancio della legge 116/92 e del vecchio e scaduto prodotto “sperimentazione animale”, in confezione nuova, così che questa sia riconosciuta come metodo di ricerca “insostituibile” per molti anni ancora.

Mentre per rinnovare  la 116/92 era assai meglio attendere che il nuovo paradigma scientifico prendesse forza e potesse essere poi introdotto in una legge realmente innovativa, una legge abolizionista.

La 5442, se accettata, non potrà che ritardare questo momento da noi tutti tanto atteso.

La 5442 ci ha dunque riproposto la politica delle 3R: “Raffinamento, Riduzione, Rimpiazzo” (ormai diventate 4 con la “Riabilitazione”), politica che le associazioni antivivisezioniste (tutte senza eccezione fino a ieri) hanno sempre combattuto in quanto costituiscono dai tempi più remoti un paravento per fornire alla sperimentazione animale sia un riconoscimento che la possibilità di continuare ad esistere. Non a caso la 5442 viene caldeggiata dalle industrie farmaceutiche e dai ricercatori che fanno uso di sperimentazione animale. Ma la Pdl 5442, che secondo i suoi sostenitori avrebbe l’obiettivo di “Ridurre” il numero degli animali impiegati nella sperimentazione, in realtà, con l’introduzione del silenzio assenso, li farà molto facilmente aumentare.

Le nostre associazioni lavorano per diffondere il messaggio di "Nature" e fare il possibile affinché, attraverso il progetto REACH, nel quale siamo già riusciti ad introdurre la citazione della tossicogenomica (metodo di ricerca basato sulla genetica, in grande diffusione in USA, che studia le reazioni del genoma della cellula umana in presenza di sostanze tossiche), si arrivi ad una legislazione che recepisca il proforndo cambiamento di pensiero (o di paradigma) oggi in corso nel mondo della scienza.

 

3) Ma é possibile essere favorevoli?

 

Sarebbe logico che gli “amici animalisti” che ci contestano, oltre a chiedere a noi perché siamo contrari alla 5442, si chiedessero come possa qualcuno del nostro movimento essere favorevole ad una proposta di legge che raccoglie l’entusiasmo di tutti i difensori del modello animale in laboratorio: ad esempio, Farmindustria, gli Istituti di Ricerca ed il Mario Negri Sud, il cui direttore Silvio Garattini, abituale “avvocato d’ufficio” della sperimentazione animale in ogni dibattito anche internazionale, nostro antagonista storico, ha promosso la 5442 di Schmidt (Corriere della Sera, 17/12/05: “Farmaci: animali necessari per la ricerca”) auspicando la sua prossima approvazione. Una davvero insolita alleanza per gli “amici animalisti”.

E’ ancora più illuminante a tale proposito il documento che Farmindustria ha presentato durante l’audizione svoltasi alla Camera per la 5442. Vi riportiamo alcuni passaggi del documento, datato 18/10/05:

 

POSIZIONE FARMINDUSTRIA SULLA PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEL DEPUTATO SCHMIDT "Disposizioni per la protezione degli animali utilizzati per finiscietifici o tecnologici".

Il percorso di revisione del Decreto Legislativo 116/92, coordinato dall'On. Giulio Schmidt, é stato caratterizzato da un intenso iter di consultazione ed approfondimenti attraverso l'istituzione di un Comitato che, dopo 23 incontri e 126 ore di lavoro ha generato la Proposta di legge richiamata in oggetto. Il Comitato, composto da 53 esperti provenienti dalle Istituzioni, dalle UnIversità, dalle industrie farmaceutiche nazionali e multinazionali, da società scientifiche, da istituti di ricerca, e da numerose associazioni per la protezione e la tutela degli animali, é stato in grado di superare nel tempo un gran numero di ostacoli per concorrere alla realizzazione di un testo di mediazione che coniuga le esigenze e le aspettative di coloro che, per diverse competenze, si occupano di animali da laboratorio. Farmindustria, che ha aderito con vivo interesse al suddetto cammino di approfondimento, intende esprimere parere favolrevole sui continuti della proposta di legge in oggetto, che, in coerenza con quanto previsto dalla normativa internazionale di riferimento attualmente in vigore contribuisce in maniera propositiva ad una riflessione serena e costruttiva, in vista di una prossima revisione della Direttiva europea sulla sperimentazione animale.  Le altre propposte di legge in esame, riguradanti parziali modifiche della 116/9", non sono condivise da Farmindustria, in quanto non renderebbero fattibile una fase estremamente importante della ricerca e dello sviluppo farmaceutico in Italia, determinando, così, il trasferimento della conduzione degli studi preclinici sugli animali in altri Paesi. Un panorama del genere sarebbe incoerente ed in forte contrasto con le scelte e le decisioni delle Istituzioni (Governo, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, Confindustria), che considerano prioritario ed altamente competitivo investire nella ricerca teconologica ceh, in particolare, reputano il settore farmaceutico uno dei campi con più elevato valore strategico per la crescita del "Sistema Paese".

Alcuni punti della proposta di legge dell’On. Schmidt, ritenuti da Farmindustria particolarmente qualificanti, sono di seguito elencati:

E’ stato cancellato ogni riferimento al carattere di eccezionalità all’utilizzo degli animali per fini scientifici e tecnologici. (…) 

• E’ stato eliminato il riferimento alla vigilanza ed al controllo tra i compiti dell’Osservatorio nazionale per la tutela degli animali che sarà istituito dal Ministro della Salute,

essendo scomparso ogni richiamo all’attività d’indagine o ispezione presso i singoli centri di ricerca.  (…)

• Sui progetti. Per entrambe le procedure, inoltre, è previsto il silenzio assenso.ono stati definiti, in maniera adeguata, i tempi di attesa entro i quali il Ministero della Salute, da una parte, ed il Comitato per la cura e l’utilizzo degli animali, dall’altra, dovranno comunicare, rispettivamente, l’esito della valutazione ed il parere  • E’ stata limitata soltanto ad una volta la possibilità, da parte del Ministero della Salute, di richiedere ulteriori informazioni o chiarimenti al responsabile del progetto. 

• E’ stato definito che, al momento dell'antrata in vigore della legge, i progetti autorizzati in esecuzione di obblighi derivanti da normative europee o internazionali o della farmacopea, sono automaticamente  rinnovati mediante notifica al Ministaro della Salute. (...)

Farmindustria, pertanto, conferma la condivisione sui contenuti della proposta di Legge dell'Onorevole Giulio Schmidt ed auspica che la stessa sia rapidamente esaminata ed approvata. 

Un nostro commento ci appare superfluo …

 

4) I principali punti peggiorativi della 5442

 

Passiamo a rispondere, ancorara una volta, punto per punto, alle contestazioni che ci vengono fatte sui principali aspetti da noi ritenuti peggiorativi.

 

  1. L’introduzione dell’autorizzazione per tutti gli esperimenti, basata sul silenzio assenso. Si sostiene che rappresenterebbe un notevole passo in avanti rispetto all’attuale legislazione che prevede, per l’80 per cento degli esperimenti, la comunicazione al Ministero. Ma il termine del silenzio assenso é molto breve, appena 30 giorni, il che equivale in pratica ad una approvazione senza alcun vaglio e senza possibilità di revoca, neppure nel caso fossero in seguito validati metodi alternativi che rendessero revocabile l’autorizzazione implicita dell’esperimento. La comunicazione inoltre, oggi maliziosamente definita “autocertificazione”, non esclude l’intervento del Ministero che, sulla base della documentazione, attualmente prevista per tutti gli esperimenti per dimostrarne la necessità, potrebbe motivare un rifiuto ed interrompere l’esperimento. Il tempo attualmente necessario per l’80 per cento degli esperimenti non è quindi pari a zero, come affermano coloro che strenuamente difendono  il disegno di legge Schmidt. Nel corso della elaborazione della nuova normativa il silenzio assenso di 30 giorni per gli esperimenti non in deroga, non a caso, è stato considerato fondamentale per Farmindustria e soci. E visti i soggetti portatori di tali istanze, il sospetto che non si tratti di una buona soluzione appare evidente. In quanto ai cani, ai gatti (proprio quelli che nella promessa fattaci inizialmente dovevano essere salvati!) e ai primati, nonché agli animali sottoposti a sperimentazione senza anestesia o con forte dolore, essi saranno invece sicuramente penalizzati: oggi possono essere oggetto di sperimentazione solo sulla base di un'autorizzazione implicita, mentre con la nuova normativa basterà il silenzio , decorsi 60 giorni!
  2.  L’evidente regresso dei metodi alternativi rispetto alla legislazione in vigore: dalla preferenza esplicita di metodi che non utilizzano animali e dalla distinzione tra questi e i metodi alternativi, che li utilizzano con varia gradazione, si passa ad un’indistinta classificazione in cui tutto viene messo insieme, inclusi i metodi (esclusi esplicitamente dalla direttiva 86/609) che a parità di animali o loro sofferenze aumentano i risultati prodotti dal test. Ciò è molto grave in quanto viene stravolto un punto fondamentale per gli antivivisezionisti: il vero metodo alternativo é quello che non prevede l’impiego di animali. Non c’é proprio niente da ridere. Questo disegno di legge ridefinisce in senso peggiorativo cosa si intende per metodo alternativo, in contrasto con la normativa europea: ingrandisce le prime due “R” (raffinamento e riduzione) e riduce al lumicino la terza (rimpiazzo)
  3. Il riconoscimento della creazione di animali transgenici in laboratorio. Sugli animali geneticamente modificati pensiamo si debba volare alto. La modifica genetica, con la quale si vuole rendere l’organismo dell’animale da laboratorio più simile a quello umano, é un riconoscimento dell’inadeguatezza del modello animale e allo stesso tempo, un accanimento della visione riduzionista dell’essere vivente, all’origine della sperimentazione animale. Nessun animale geneticamente modificato ha fino ad oggi prodotto risultati utili per la ricerca medica, malgrado la loro enorme diffusione. La creazione di nuove specie animali, non solo per uso di ricerca, ma anche per un migliore sfruttamento tecnologico, non può non suscitare ferma condanna etica. Per questo il tentativo di introdurre una pallida regolamentazione della situazione (che per sua natura procede ‘per tentativi ed errori’ e prevede anche la produzione di animali eccedentari) appare come espressione di un minimalismo veramente sorprendente, che purtroppo ha colpito una parte del movimento, considerato anche che la legge del 2003 che ha recepito la direttiva comunitaria sulla immissione deliberata di OGM nell’ambiente è più rigorosa di quella presente nella proposta di legge. È poi degno di nota che oltre ad ufficializzare la “produzione” e l’uso di animali geneticamente modificati, offrendo il benestare al più largo impiego di animali attualmente in atto, viene anche contemplato “il mantenimento e l’allevamento di animali geneticamente modificati con fenotipo sofferente” (ovvero modificati in modo da essere portatori di una malattia) che seppure “devono essere autorizzati dal Ministero della Salute” non rappresentano più un obbrobrio dal quale una società civile dovrebbe sempre rifuggire, ma anche vengono legittimati ocn la scusa "almeno li regolamentiamo".
  4. La non obbligatorietà dei metodi alternativi validati  (che, in base alla nuova definizione di cui sopra, comprendono sia i metodi che prevedono l’uso di animali che quelli che non lo prevedono). Se è obbligatorio a livello europeo, come dicono, perché tale obbligo non é stato inserito nel testo come noi avevamo richiesto  con specifico emendamento?  In realtà questo obbligo non esiste, come dimostra l’apposita battaglia da noi ingaggiata sul progetto REACH.
  5. La scomparsa della documentazione. Nonostante i nuovi allegati previsti, è scomparso l’obbligo, contemplato dalla normativa vigente, di documentare all’autorità sanitaria competente la necessità del ricorso ad una specie determinata ed al tipo di esperimento. Oggi va infatti, più semplicemente,  “documentalmente dimostrato, che l’esperimento o gli esperimenti, sono necessari ed inevitabili ai fini legittimi della ricerca” (circolare 5 maggio 1993 n.18).
  6. L’esclusione dalla didattica della sperimentazione animale non include le tesi di laurea. Nella realtà una grande parte dell’uso di animali avviene nelle tesi di laurea e non si comprende perché un non laureato, che poco ha a che fare con un ricercatore, debba utilizzare animali per la redazione della tesi, che, a tutti gli effetti, in particolare nel nuovo ordinamento universitario, fa parte integrante dell’attività didattica. Lo dimostra anche il fatto che la tesi di laurea costituisce parte dei crediti necessari al conseguimento del titolo. In questo caso i novelli antivisezionisti pragmatici non hanno perseguito neppure la solita mediazione al ribasso; più semplicemente, hanno accettato passivamente.
 

Altre osservazioni:

 

1) Il titolo della 5442, “Disposizioni per la protezione di animali utilizzati per fini scientifici o tecnologici”, come pure l’art. 1 della stessa, aggiungono ai fini ed ai campi applicativi scientifici della legge quelli tecnologici. Né nella Direttiva europea, né nella attuale legge 116/92 figurano tali finalità o campi applicativi, limitandosi la normativa a parlare di “fini sperimentali e altri fini scientifici”. Con l’introduzione dei fini tecnologici si apre la strada a tutte le applicazioni della scienza ed alle loro relative commercializzazioni. In particolare si apre la strada, nei campi applicativi, alle biotecnologie (utilizzo di animali come fonte di produzione di anticorpi, ecc.)

2) La terminologia utilizzata nella 5442 é volutamente asettica e neutrale, per distogliere l'attenzione dalla realtà dei fatti: la pdl Schmidt é una legge che promuove la sperimentazione animale e che le darà nuova forza e nuovo vigore. Un solo esempio: il termine “esperimento” é totalmente scomparso per fare posto al termine “procedura”.

3) La 5442 prevede il riutilizzo di animali che abbiano già subito forti dolori o stress, a condizione che vengano poi uccisi (tale utilizzo contravviene alla direttiva europea),

4) La 5442 amplia anche quantitativamente i corsi di formazione per la vivisezione – che inserisce nei campi applicativi – ed in tal modo non soltanto aumenta il numero di animali sacrificati, ma rinforza, anacronisticamente, la “cultura vivisezionista”. Questo malgrado la rivista “Nature” l’abbia ormai condannata e malgrado nel suo editoriale del 10/11/05 sia ben precisato che il progetto REACH potrà avere un futuro soltanto sostituendo quella che viene chiamata “cattiva scienza” (ovvero la sperimentazione su animali, che è “cattiva” in quanto non predittiva per l’uomo) con metodi scientifici “che abbiano reale valore predittivo”. 

 

Molti altri elementi negativi del progetto di legge sarebbero da sottolineare, ma la necessità di essere brevi ci dissuade dal farlo. Contattandoci potrete avere un elenco più completo.

 

Per quanto riguarda i cosiddetti “punti migliorativi” della 5442, alcuni sono per noi, come già illustrato, veri e propri peggioramenti della situazione attuale.

Ma vogliamo aggiungere  le seguenti osservazioni:

1) Il divieto di usare i test animali per la produzione di materiale bellico lascia il tempo che trova, per l’impossibilità di effettuare controlli nelle attività militari.

2) Il divieto di usare il test LD50 é limitato alle versioni più arcaiche, che sono in via di sostituzione con test più moderni, denominati differentemente, mentre resta in vigore in tutti gli altri casi “in cui risulti previsto da legislazioni o da farmacopee nazionali o internazionali”; vietarlo non comporterà, in pratica, alcun vantaggio.

3) Il divieto di produzione di anticorpi monoclonali tramite l’induzione dell’ascite è un altro caso ormai  superato dalla ricerca. Viene quindi presentato come “miglioramento” ciò che in realtà è solo un “prendere atto” di qualcosa che è già stato ottenuto; nessuna reale conquista perciò, seppure si vuol far credere il contrario.

4) L’aumento proposto dell’organico del dipartimento del Ministero per il controllo dei progetti di ricerca su animali, fino ad un massimo di 6 unità, viene previsto senza copertura finanziaria, analogamente ad altri interventi, come le attività di monitoraggio e la costruzione di banche dati (vuote di contenuto), compresi nel disegno di legge: le solite nozze con i fichi secchi, inserite per  mascherare un insieme di norme che penalizzano gli animali e premiano i vivisettori.

5) Infine, il potenziale miglioramento rappresentato dall’introduzione del Comitato per la Cura e l’Utilizzo degli animali è annullato dal fatto che i membri di tale comitato non debbano obbligatoriamente essere esterni all’ente in questione, come era stato da noi proposto. 

 

 5) Le nostre proposte alternative alla Pdl 5442

 

Dopo il nostro allontanamento dal Tavolo di Schmidt, l’On. Luana Zanella, dei Verdi, ha presentato al Parlamento Italiano una proposta di legge (Pdl 6034), il cui fine è l’abolizione della sperimentazione animale. Tale proposta di legge ha lo scopo di introdurre nel dibattito in corso nella Commissione Affari Sociali quell’informazione e quella riflessione più aggiornate, che la 5442 non ha voluto introdurre.

I Verdi Italiani hanno, storicamente, sempre lottato con noi per l’abolizione della sperimentazione animale.

Vorremmo a tale proposito ricordare che il 21 febbraio 2004, nel corso dell’Assemblea Fondante del Partito Verde Europeo (che raggruppa 36 Partiti Verdi nazionali) a Roma, è stata approvata una mozione presentata da EQUIVITA contro la sperimentazione animale e contro la sua applicazione nel progetto Europeo REACH (per la Regolamentazione delle sostanze tossiche immesse nell’ambiente), dunque sottoscritta da tutti e 36 i partiti Verdi Europei. Anche il Gruppo Verde al Parlamento Europeo ha sostenuto le nostre posizioni in molte occasioni.

 

6) Conclusione

 

Promuovere  e sostenere  la Schmidt significa far danno agli animali, alla ricerca e alla salute umana.

La 116/92 può restare quale é se l’aggiornamento deve essere la proposta della 5442.

Noi lavoreremo affinché la proposta dell’On. Zanella, oggi certamente molto innovativa, diventi attuabile nel più breve tempo possibile ed affinché il dibattito in corso al Parlamento Europeo sul progetto REACH costituisca il banco di prova per l’applicazione di un ormai indispensabile, come dice “Nature”, rinnovamento del pensiero, o paradigma, scientifico. 

 

Va comunque osservato che si potrebbe salvare un significativo numero di animali, senza una nuova legge, tramite decreto o circolare ministeriale, visto il disposto dell’art. 18 della legge attuale e della direttiva 86/609 che lo prevedono. Ciò attesterebbe la buona volontà del Governo di andare verso un rinnovamento della cultura scientifica e dell’etica  lungamente atteso dalla maggioranza dei cittadini. Chiaramente, un tale decreto potrebbe includere solo modifche restrittive nei confronti della sperimentazione animale e non quelle modifiche qui ritenute negative, in quanto il suddetto articolo 18 si riferisce soltanto a “misure più rigorose nell’utilizzazione degli animali negli esperimenti”. 

Porgiamo quindi un caloroso appello alle forze politiche affinché venga emanata immediatamente tale normativa.

Se ciò non si vuol fare, esiste la dimostrazione che i “punti negativi” nella Pdl 5442 da noi evidenziati rappresentano la “controparte” attesa da chi ne ha interesse.

 

EQUIVITA                                    equivita@equivita.it

Animalisti Italiani                     ufficiostampa@animalisti.it

Movimento Ecologico UNA      segreteria@unaecoanimali.it

Movimento Antispecista         ufficiostampa@antispec.org

 

 

 

 
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