SPERIMENTAZIONE ANIMALE
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La BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection) presenta Monkey Business,
frutto di un anno di indagini segrete nel maggiore allevamento mondiale di primati destinati alla sperimentazione
Fonte: BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection), www.buav.org
settembre 2006
Nel 1995 il governo britannico ha proibito l’uso a fini sperimentali di primati catturati in natura ammettendone l’utilizzo solo in presenza di ‘una giustificazione eccezionale e specifica’. Il provvedimento, che ha il pregio di riconoscere il carico di sofferenza cui è esposto un animale prelevato in natura, i rischi legati alla cattura e le ricadute negative sulla conservazione delle popolazioni selvatiche, si configura però solo come una misura di superficie. Non viene infatti posto alcun vincolo all’uso di primati nati in cattività da genitori liberi, né regolata in alcun modo la pratica di rimpinguare le fila degli allevamenti mediante la cattura di animali liberi. Proprio al fine di garantire la conservazione della specie, già minacciata dalla distruzione degli habitat, dal commercio della carne selvatica e dall’industria degli animali esotici, India, Bangladesh, Malesia e Tailandia hanno definitivamente bandito l’esportazione di primati mentre Cina, Israele e Vietnam proseguono nel lucrativo traffico.
E’ a questi paesi che si volge la Gran Bretagna per reperire primati da utilizzare nella sperimentazione e stare al passo con una domanda interna che per stessa ammissione del professor Colin Blakemore, direttore esecutivo dell’MRC (Medical Research Council), si stenta a soddisfare. Nel 2005, 3.115 scimmie sono state utilizzate in esperimenti (molte in più d’uno); di queste oltre il 70% proveniva da paesi al di fuori dell’Unione Europea. Gli allevamenti esteri però non sono soggetti agli stessi standard che vigono in Gran Bretagna e l’impegno a rispettare gli standard minimi contenuti nelle Linee guida internazionali per l’acquisizione, la cura e la riproduzione di primati non umani dell’IPS (International Primatological Society), contratto dalle società di esportazione al momento del rilascio dell’autorizzazione da parte del governo britannico, viene gravemente disatteso. Il governo britannico, da parte sua, si rivela non soltanto incapace di monitorare efficacemente la gestione di centri dislocati in aree remote ma si rivela anche restio a intervenire se non apertamente complice.
Tutto questo emerge chiaramente dall’inchiesta segreta realizzata dalla BUAV tra il 2005 e il 2006 presso il maggiore centro di riproduzione di primati destinati alla ricerca del mondo.
Nafovanny si trova in Vietnam, occupa un’estensione complessiva di 90.000 m2, presenta una capacità di 30.000 unità ed effettua la propria attività di esportazione su regolare autorizzazione del ministero degli Interni britannico. Contrariamente a quanto dichiarato dalla società nel proprio materiale promozionale, la gestione della struttura è improntata alle esigenze di un allevamento intensivo di tipo industriale che privilegia nettamente la quantità della produzione rispetto al benessere e alla sicurezza degli animali. La BUAV denuncia e documenta puntualmente con foto e filmati violazioni sistematiche degli standard minimi di alloggiamento e cura dei primati: gabbie anguste e prive di qualsiasi elemento di arricchimento, scarsa cura per l’igiene e la manutenzione, separazione innaturale della madre e dei piccoli in gabbie per la maternità, svezzamento prematuro e pericolosa prossimità tra primati maschi.
Emerge poi come particolare inquietante il collegamento, non riconosciuto da Nafovanny, tra i due allevamenti principali situati nei pressi di Città Ho Chi Minh e gli allevamenti satellite situati al confine con la Cambogia. Questi allevamenti costituiscono il primo anello della catena nel percorso che conduce gli animali dalla libertà ai tavoli di laboratorio in quanto è qui che, dopo essere stati catturati in natura e illegalmente in Cambogia, vengono alloggiati i primati per poi essere progressivamente spostati nei due centri principali e quindi condotti in Europa dopo ore di viaggio. E’ in questi due allevamenti inoltre che sono state documentate le peggiori condizioni di vita.
L’inchiesta della BUAV si chiude con una serie di raccomandazioni rivolte al governo britannico. Quella che sottende a tutta l’attività d’indagine è l’invito a riconsiderare in modo complessivo l’approccio al problema dell’approvvigionamento degli animali da destinare alla ricerca scientifica. Nell’autorizzare un determinato esperimento sugli animali il ministero degli Interni è tenuto a valutare il rapporto tra costi e benefici, cioè tra la sofferenza inferta all’animale a fronte di un presunto progresso nella ricerca. Il ministero dichiara di prendere in considerazione non soltanto lo stress psico-fisico causato dall’esperimento ma anche quello legato alla cattura e al trasporto. L’esistenza e la febbrile attività di centri come Nafovanny provano tuttavia che questo non è contabilizzato. Ne discende la necessità di sopprimere al più presto centri di tortura come quello visitato dalla BUAV ma anche di proibire tutti gli esperimenti sui primati. Al momento dell’inchiesta segreta tutte le scimmie presenti a Nafovanny erano destinate ai laboratori dell’Hungtinton Sciences Life del Cambridgeshire. E’ la domanda fuori controllo di primati per la ricerca ad alimentare l’esistenza di strutture non solo difficilmente monitorabili ma per loro stessa natura altamente lesive del benessere e dell’integrità degli animali.
La BUAV invita pertanto ad approfittare della revisione della direttiva 86/609 CEE sulla sperimentazione animale attualmente in corso presso la Commissione Europea e a sottoscrivere una petizione da inviare al Commissario Stavros Dimas per sollecitare la messa bando di tutti gli esperimenti sui primati.
Leggi e firma la petizione
I primati non umani sono protetti dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali selvatiche minacciate di estinzione di cui Gran Bretagna e Italia sono firmatari.
Collegamenti
BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection)
www.buav.org
Cites (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora)
http://www.cites.org/
Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali selvatiche minacciate di estinzione
http://www2.minambiente.it/Sito/settori_azione/scn/legislazione/convenzioni/docs/convenzione_washington_03_03_73.pdf
Linee guida internazionali per l’acquisizione, la cura e la riproduzione di primati non umani
http://pin.primate.wisc.edu/ips/IPSGuidelinesRevisedDRAFT.DOC
Direttiva 86/609 CEE
http://ec.europa.eu/food/fs/aw/aw_legislation/scientific/86-609-eec_it.pdf
http://www.primatiliberi.net/
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