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L’Espresso (15/11/07)

IL GRANDE AVVENIMENTO SCIENTIFICO DELL’ANNO

di cui non avete sentito parlare (titolo originale)          

Test mirati a scoprire gli effetti delle sostanze tossiche sull’organismo,

Riducendo la pericolosità di nuovi prodotti. Ecco la rivoluzione che salverà esseri umani e renderà inutile le cavie animali

Jeremy Rifkin

                                                                         

Rimarreste meravigliati di fronte ad un rapporto rilasciato all'inizio di quest'anno dall'ente scientifico più prestigioso del mondo, il National Research Council of the U. S. National Academy of Sciences, riguardante una nuova conquista scientifica paragonabile alla scoperta della penicillina, alla spiegazione della doppia spirale del Dna e allo sviluppo dei computer.

Ho catturato la vostra attenzione?

E se il rapporto in questione dimostrasse che questa nuova conquista scientifica è in grado di salvare milioni di vite umane e di alleviare la sofferenza di altrettanti milioni di persone, eppure non ne avete mai sentito parlare. Il fatto è che questa storia ha ricevuto scarsa attenzione da parte dei media. Questo studio strepitoso, dal titolo 'Toxicity Testing in the 21st Century: a Vision and a Strategy' è stato pubblicato a giugno 2007. E’ necessario conoscerlo.

In un'era in cui l'ambiente è minacciato da una crescente esposizione a massicci volumi di sostanze chimiche industriali che mettono a repentaglio la vita di milioni di esseri umani in tutto il mondo, il rapporto del National Research Council apre un nuovo orizzonte sulla possibilità di proteggere e salvaguardare il nostro stato di salute.

Nuovi rivoluzionari sviluppi stanno coinvolgendo i test di tossicità, ovvero l’analisi dell’impatto di migliaia di prodotti chimici commerciali sulla salute umana. Secondo lo studio in questione, "i progressi fatti nei nuovi campi di ricerca, quali la tossicogenomica, la bioinformatica, i sistemi biologici, l'epigenetica, e la tossicologia computazionale, potrebbero trasformare gli esperimenti sulla tossicità utilizzando non più esclusivamente test di tipo animale, bensì principalmente metodi in vitro, capaci di valutare i cambiamenti dei processi biologici, grazie all’impiego di  cellule, linee cellulari, o componenti cellulari, preferibilmente di origine umana”.

Alcune società stanno già coltivando campioni di tessuto umano in provetta – cellule di pelle, occhi, canali di passaggio dell’aria, bocca, cervice, sistema immunitario – per sottoporli a test di tossicità chimica. Altre società stannno utilizzando sofisticati programmi di simulazione computerizzata – sperimentazione virtuale – per stimare il pericolo potenziale che le sostanze chimiche possono rappresentare per la salute dell’uomo. Soltanto lo scorso anno, sono stati spesi oltre 700 milioni di dollari per queste procedure di test alternativi.

I benefici, sostengono gli scienziati, sono duplici. I laboratori scientifici possono iniziare a ridurre progressivamente gli opinabili test che effettuano normalmente su milioni di animali e, al contempo, sviluppare valutazioni molto più accurate e rigorose circa i rischi e i pericoli che le sostanze chimiche rappresentano per la salute umana, grazie all’utilizzo delle più avanzate tecniche e metodologie computazionali e biotecnologiche.

Negli ultimi anni, gli scienziati hanno espresso con sempre più vigore i loro dubbi su di un metodo che, per valutare gli eventuali danni che una sostanza reca agli esseri umani, ritiene utile iniettare massicce dosi di tale sostanza nel corpo di animali da laboratorio. Mentre gli esseri umani, nel normale corso di una vita, sono esposti a ben più basse concentrazioni di quegli stessi agenti chimici.

Ancora più preoccupante, secondo il resoconto del National Research Council, è il fatto che "i test attuali forniscono poche informazioni in merito ai modi e ai meccanismi di azione cruciali per comprendere le differenze riguardanti la tossicità, tra specie diverse, e poche o nessuna informazione per valutare la variabilità della suscettibilità umana". In altre parole, ogni anno milioni di animali muoiono o sono soggetti ad assurde sofferenze, nonostante questi test forniscano pochissime informazioni utili per la valutazione dei rischi che le sostanze chimiche rappresentano per l’uomo.

Da anni leghe anti-vivisezione e associazioni animaliste sostengono questa tesi e da anni esse vengono schernite da enti scientifici, associazioni mediche e lobby industriali che le accusano di essere contro il progresso e di tenere più agli animali che alle persone. Ora però è l'establishment scientifico a essere arrivato alle stesse conclusioni. Le prove di tossicità eseguite sugli animali sono da considerarsi scienza di cattiva qualità.

Gli autori dello studio della National Academy of Sciences sottolineano anche che i test animali sono costosi, richiedono tempo e utilizzano un grande numero di animali. Ne consegue che soltanto una piccola porzione di sostanze chimiche viene effettivamente valutata.

Allora, perché continuare a praticare qualcosa di così costoso e inefficace che provoca morte e sofferenza? Tanto per cominciare, ricordiamo che c'è una grande industria impegnata nel business proficuo della sperimentazione animale: essa è riluttante a rinunciare a questa pratica. Negli ultimi anni, la scappatoia per l’industria è stata l’affermazione che i test sulle cavie sono l'unica pratica disponibile e che quindi è meglio di niente.

Il nuovo rapporto mette a tacere questa tesi convenzionale. Per la prima volta le nuove tecnologie d'avanguardia offrono la possibilità di assicurarsi dati accurati sui rischi che si corrono, senza dover continuare la barbarica pratica di testare le sostanze su creature indifese. In verità, l'autore del rapporto spiega che "col tempo, ci sarà sempre meno bisogno della sperimentazione animale, anzi probabilmente si arriverà persino a non averne più bisogno". Una buona notizia per i nostri simili.

Visto il crescente numero di consumatori che si preoccupano delle prove di tossicità effettuate sugli animali, decine di società in fase di avviamento con nomi tipo Affymetrix, Agilent Technologies, Applied Biosystems, Gene Logic, e CuraGen, stanno facendo il loro ingresso in questo campo, utilizzando i nuovi metodi di sperimentazione high tech.

Le nuove metodologie di sperimentazione di tossicità, oltre a salvare le vite di milioni di animali, promettono anche di salvare le vite di milioni di esseri umani. Procedimenti più veloci ed economici, nonché dati più accurati velocizzeranno la stima dei rischi di varie sostanze chimiche e forniranno gli strumenti per la creazione di nuovi farmaci e di altri interventi capaci di salvaguardare la nostra salute. In poche parole, uno scenario positivo per entrambi: animali e specie umana.

L'uscita di questo studio, una vera e propria pietra miliare nella storia dei Rapporti scientifici del NRC, è particolarmente opportuna e tempestiva, alla luce della legge Reach, varata quest'anno dall'Unione Europea. REACH chiede alle aziende europee di testare oltre 30 mila sostanze chimiche già immesse nell'ambiente, per valutare i rischi che esse possono rappresentare per la salute umana. Gli Stati Uniti e altri Paesi del mondo osservano da vicino lo sforzo pionieristico che sta facendo l'UE per incrementare il processo di regolamentazione, monitoraggio e sperimentazione di sostanze chimiche potenzialmente tossiche.

Ciò rende ancora più necessario per l’UE l’utilizzo di un sistema di test di tossicità che si avvalgano delle nuove tecnologie fin dall'inizio del nuovo regime di sperimentazione. Se ciò non accadrà, si stima che, nell'ambito del programma Reach, circa 50 milioni di animali saranno soggetti a sperimentazione, saranno destinati quindi a morire o a sopportare dolori atroci. Per il programma Reach sarebbe irragionevole basarsi su una sperimentazione animale inefficace e draconiana, i cui risultati sono, secondo il Rapporto della National Academy of Sciences, opinabili, costosi, inefficienti e non all'altezza del compito.

Se Reach deve rappresentare un modello per il resto del mondo, dovrà introdurre gradualmente le nuove tecnologie di sperimentazione; rischia altrimenti di diventare un programma di regolamentazione costoso e inefficace privo di qualsiasi impatto benefico.

È una questione di vita o di morte.

                                                                                                                                   

                                                                                                                                              

 

 

 

 
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