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EQUIVITA, Comitato Scientifico
Antivivisezionista, unisce e coordina i medici e gli
scienziati che aderiscono alla lotta contro
la sperimentazione animale, errore metodologico che
sta fuorviando in modo sempre più pericoloso
la ricerca medica.
EQUIVITA inoltre, da più di 10 anni, porta avanti un'azione importante contro l'uso improprio delle modifiche
genetiche, contro la diffusione degli Ogm e la brevettabilità della materia vivente. |
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ULTIME NOTIZIE
SPERIMENTAZIONE ANIMALE
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| 30/05/09
Comunicato stampa
Scimmie luminose e scienziati oscurantisti
Il Comitato Scientifico EQUIVITA contesta l’uso dilagante, nella stampa scientifica, delle dichiarazioni ad effetto, che promettono risultati straordinari, poi regolarmente disattesi.
Le dichiarazioni recenti quali “Scimmie Ogm e fosforescenti: grazie a loro cureremo gli uomini”, oppure “La scoperta degli scienziati giapponesi aiuterà le ricerche sul Parkinson”, che prendono spunto dall’articolo di copertina dell’ultimo numero di Nature fanno della scienza uno strumento di propaganda giornalistica.
Nella notizia si apprende che all’Istituto Centrale di Sperimentazione animale dell’Università di Keio, Giappone, il gene che produce la proteina verde fluorescente (GFP), prelevato dalla medusa Aequorea victoria, è stato inserito nel DNA di 91 embrioni di scimmie marmoset. Il gene, da tempo già utilizzato su altre specie animali, rende gli arti delle scimmie trasparenti e fosforescenti. Cinque di queste scimmie sono nate con il gene estraneo incorporato e una di esse ha trasmesso la modifica genetica anche ai figli (sarebbe la prima volta, dicono gli scienziati, che una modifica genetica nei primati viene inserita nella linea germinale per trasmetterla alla prole, mentre la cosa è di ordinaria amministrazione nei topi e altri animali da laboratorio).
L’esperimento - di ben scarso valore innovativo e privo di qualsiasi utilità in se stesso - ha consentito agli scienziati di annunciare trionfalmente che la stessa procedura verrà usata per ricreare nelle scimmie, sfruttando geni umani, le malattie dell’uomo. Hanno assicurato che con questa procedura (non nuova, per la verità) si aprirà la strada a nuove cure, ad esempio per i tumori, in quanto, gli animali fino ad ora usati (principalmente i roditori e in particolare gli oncotopi, ovvero topi geneticamente modificati per ammalarsi di cancro) non hanno fornito alcun risultato.
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13/03/09
Comunicato stampa
Per una moderna ricerca tutela della salute
In questi ultimi giorni è partita una lettera firmata da svariate Associazioni europee, e per la precisione
Comitato Scientifico EQUIVITA,
Antidote Europe,
Safer Mecines Campaign,
Animalisti Italiani,
Movimento Ecologico Nazionale UNA,
indirizzata a tutti i Parlamentari Europei facenti parte delle Commissioni coinvolte nel voto sulla Revisione della Direttiva 86/609 “Per la protezione degli animali usati a fini scientifici”.
Le associazioni hanno voluto mettere in evidenza il punto di vista della stragrande maggioranza dei cittadini europei, contrari ad una “Revisione” - come quella oggi in discussione presentata dalla Commissione – che con solo alcuni ritocchi alla legge dell’86, rilancia e cristallizza un pensiero scientifico da tempo superato per grande parte del mondo della scienza.
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27/02/09
Comunicato stampa
Gli ultimi fuochi di un vecchio paradigma
“Il topo da laboratorio: l’amico che ci salva la vita”: tre pagine su La Repubblica
MENTRE il NRC (National Research Council) degli Stati Uniti, più importante organo scientifico del mondo, dichiara nel documento “Prove di tossicità nel XXI secolo: visione e strategia” (giungo ‘07), che la tossicologia si sta avvicinando a un evento epocale, di quelli che hanno dato un nuovo corso alla storia della scienza, come la scoperta della penicillina, del DNA o la nascita del primo computer. E prevede: “Le prove di tossicologia passeranno da un sistema basato sullo studio dell’animale a un sistema basato principalmente sui metodi in vitro, in grado di valutare i cambiamenti dei processi biologici con l’osservazione di cellule, preferibilmente di origine umana”;
MENTRE le principali agenzie statunitensi (EPA, NIEHS e NHGRI) danno seguito a queste indicazioni, firmando il 15/02/08 l’accordo per un grande progetto nazionale di tossicologia cellulare, e Francis Collins, direttore del NHGRI, dichiara: “gli studi condotti sugli animali sono lunghi, dispendiosi e non sempre funzionanti”;
MENTRE Jeremy Rifkin scrive, riferendosi al documento del NRC (Espresso 15/11/07): “da anni associazioni e leghe antivivisezioniste sostengono le stesse tesi e vengono schernite da enti scientifici, associazioni mediche e lobby industriali, ma ora l’establishment scientifico è arrivato alle stesse conclusioni: le prove di tossicità eseguite su animali sono da considerarsi scienza di cattiva qualità e dalla loro sostituzione dipende la salvezza di molte vite umane”;
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Settembre 2008
REACH, dinosauro della chimica?
Fonte: “La Notice d’Antidote” 16 - Andre Menache
REACH (Registration, Evaluation, Authorization and Restricrion of Chemicals) è il regolamento sulle sostanze chimiche della Comunità europea. Entrato in vigore il 1° giugno 2007, esso si propone di registrare, valutare e autorizzare le sostanze chimiche presenti nell’ambiente limitandone il numero.
Il compito di gestire questo enorme programma è stato affidato all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (European Chemicals Agency - ECHA) costituitasi di recente e con sede a Helsinki.
Questo articolo intende presentare una sintesi della conferenza tenuta il 21 giugno del 2007 a Vannes da Andre Menache ed inviare a tutti gli scienziati responsabili, alle autorità e ai cittadini un segnale di allarme affinché ci si impegni per scongiurare una catastrofe.
Riteniamo che il programma REACH rappresenti una richiesta di scuse e un’ammissione di colpevolezza di fronte alla società per le migliaia di sostanze chimiche industriali mal testate che oggi pervadono il nostro corpo e l’ambiente.
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ULTIME NOTIZIE
MANIPOLAZIONE GENETICA
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18/05/09
Comunicato stampa
La Pontificia Accademia autoreferenziale contestata in piazza
Dichiarazione di Guido Pollice, Presidente Verdi Ambiente e Società (VAS)
e di Fabrizia Pratesi, Coordinatrice Comitato Scientifico Equivita
Un sit-in in piazzale Flaminio per informare i cittadini sugli Ogm.
Il 18 maggio 2009, dalle 10.30 alle 13.30 siamo scesi in piazza per dire ai cittadini che la settimana di studio promossa dalla Pontificia Accademia delle Scienze non aiuta la scienza. La scienza ha bisogno di dialogo, di confronto, di dubbio. Non di azioni unilaterali di marketing "a porte chiuse".
Siamo scesi in piazza per dire ai cittadini che gli Ogm non sono scienza. Sono una tecnologia (discutibile!) che in circa 30 anni ha dato sempre gli stessi frutti: piante modificate per resistere agli erbicidi e agli insetti. Piante pensate solo per il profitto di pochissime multinazionali dell'agrochimica. Piante brevettate che non aiutano i poveri del Sud del mondo, perchè contribuiscono ad affamarli e a renderli dipendenti.
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28/04/09
Il fallimento dei raccolti
di Seàn McDonagh
Negli ultimi 15 anni le multinazionali del biotech hanno commercializzato le colture geneticamente modificate sostenendo che esse aumentano la resa agricola e che rappresentano, quindi, un’arma importante per combattere la fame nel mondo. E’ per questo che il rapporto “Failure to Yield” elaborato dalla Union of Concerned Scientists (Sindacato degli Scienziati responsabili) è così importante1. La capacità degli Ogm di generare una maggiore resa agricola, è appunto uno degli assunti condivisi da tutti i relatori che interverranno alla Settimana di Studio organizzata dalla Pontificia Accademia delle Scienze a maggio 2009.
L’autore dello studio “Failure to Yield”, Doug Gurian-Sherman, ha preso in esame sia il mais Bt sia la soia gm, le più importanti colture geneticamente modificate coltivate, negli Stati Uniti come nel resto del mondo. L’autore scrive: “l’analisi attenta di numerosi studi effettuati sin dai primi anni ‘90 sulla resa del mais e della soia, ci consente di capire in che misura le colture gm stanno onorando le promesse di rese più elevate”. E conclude: “una valutazione realistica dei traguardi finora raggiunti da questa costosa tecnologia, non lascia credere che essa giocherà nel futuro immediato un ruolo significativo nella lotta alla fame mondiale”.
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Lettera pubblicata sul Corriere della Sera
Fabrizia Pratesi
Come osserva Ivo Caiazzi (Corriere, 2/2/09), la contaminazione in Europa delle colture tradizionali da parte degli Ogm sarà ancor più devastante di quella dei mercati finanziari da
parte dei “titoli tossici” statunitensi. Eccovi due ultime notizie.
Dall’Università di Caen, Ist. di Biologia: uno studio sull’erbicida al glifosate Roundup , già noto per gli effetti cancerogeni dei suoi metaboliti, ha rivelato, nei test su cellule umane, un’altissima tossicità, anche in concentrazioni molto inferiori a quelle per uso agricolo. Ricordiamo che il 70% delle piante Gm oggi coltivate è reso “resistente” (o tollerante) proprio al glifosate, di cui ha aumentato il consumo fino a quadruplicarlo.
Dall’UE: un regolamento del Parlamento europeo pone infine restrizioni molto severe all’uso dei pesticidi (Corriere, 25/1/09), che sono causa di dati allarmanti sull’inquinamento di acqua e cibo, e sui danni alla salute che ne derivano (in aumento tumori, specie nei bambini, malattie neurodegenerative, malformazioni, ecc…). Esso esorta gli Stati membri a privilegiare l’agricoltura tradizionale, la sola a garantire la salute umana (come rivelano anche molti studi indipendenti, vedi ad esempio rapporto IAASTD) e pubblica la lista, da aggiornare, dei pesticidi da bandire, che comprende il glufosinate (ciò ha indotto alcune Ong a richiedere l'estensione del bando alle varietà Gm resistenti al glufosinate).
Eppure, il presidente dell’UE Barroso e la sua Commissione (eccezione fatta per il solo commissario per l'Ambiente Stavros Dimas) propongono l’approvazione del mais Bt11 Syngenta e mais Bt1507 Pioneer. Entrambe le varietà sono due volte tossiche: oltre ad essere esse stesse pesticide perché modificate per sopprimere gli insetti (e come pesticidi si chiede oggi vanga fatta la valutazione della loro tossicità), sono rese resistenti proprio al glufosinate, di cui richiedono e moltiplicano l’uso!
Inspiegabile l’incoerenza della Commissione, come pure il suo appoggio alle colture Gm, responsabili di questa e di tantissime altre forme (qui non elencabili) d’inquinamento, che colpiscono tutta la biodiversità.
Ai Ministri che entro breve difenderanno noi e le generazioni future a Bruxelles ricordo che inoltre gli Ogm riducono la produttività, privatizzano, attraverso i brevetti (riscossi ogni anno dalle aziende biotech), il nostro più importante bene comune (piante e animali) e, privandoci della sovranità alimentare, sono anche una concausa della dilagante fame nel mondo.
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04/12/08
Decisioni del Consiglio UE dell’Ambiente sugli Ogm
Fonte: Consiglio dell'Unione europea
Il Consiglio dei ministri dell’Ambiente UE, tenutosi a Bruxelles lo scorso 4 dicembre, si è chiuso con alcune importanti acquisizioni. Il temuto colpo di mano da parte di Germania e Gran Bretagna non si è verificato ed ha prevalso la linea restrittiva auspicata dalla Presidenza francese.
La soglia di tolleranza per la presenza accidentale di Ogm nelle sementi convenzionali dovrà essere fissata al valore minimo rilevabile per garantire la libera scelta alimentare dei consumatori. Sarà possibile istituire zone “libere da Ogm” sulla base di accordi volontari e introdurre misure di gestione specifiche, incluso il divieto, nelle regioni che presentano particolari caratteristiche agronomiche e ambientali.
La revisione delle linee guida dell’EFSA per la valutazione dei rischi ambientali dovrà continuare. Iniziata a marzo 2008 su mandato della Commissione UE, essa dovrà giungere a completamento non più tardi di marzo 2010 e avvalersi della partecipazione dei competenti organi scientifici degli stati membri. La revisione porterà a un notevole ampliamento dei criteri di valutazione dei rischi: dovranno essere valutati gli effetti degli Ogm sugli organismi non target, saranno messe a punto metodologie sperimentali e teoriche per la previsione degli effetti a lungo termine e dovrà essere considerato l’impatto ambientale degli erbicidi prodotti dalle piante gm o a loro abbinati (come nel caso degli Ogm resistenti agli erbicidi). Si apre, infine, alla valutazione dei rischi e dei benefici di carattere socio-economico: gli stati membri sono chiamati a raccogliere e scambiare informazioni sugli effetti socio-economici e sulla sostenibilità agronomica dei transgenici e la Commissione a stendere su questa base un rapporto che sarà presentato al Parlamento UE entro gennaio 2010.
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Comunicato EQUIVITA 20/03/09
Il Papa in difesa dei popoli
poveri contro le multinazionali
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In particolare ringraziamo il Papa per avere, accogliendo il nostro appello, denunciato la campagna di semina degli Ogm operata dalle stesse multinazionali, che “pretende di garantire la sicurezza alimentare” ma “finisce per sopprimere le semine tradizionali rendendo i contadini dipendenti dalle società produttrici di Ogm”.
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Il 6 ottobre 2006 abbiamo consegnato all'On. Sacconi l'appello per eliminare l'uso della Sperimentazione Animale nel Regolamento REACH.
La lista è stata chiusa.
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